Cosa scrivo

Bene, ora che mi sono presentata, ti spiegherò cosa posso scrivere per te:

Non fiction, cioè:

  • biografia,
  • autobiografia (anche romanzata),
  • memoir, ovvero il racconto delle tue emozioni, dei ricordi che ti hanno segnato.
  • Lettere
  • Confessioni
  • Richieste

Oppure, se hai in mente una storia interessante e vuoi trasformarla in un romanzo, potrai raccontarmi del tuo progetto e insieme sceglieremo il genere più adatto alla tua idea.

In tutti i casi è necessario stabilire una strategia.

Dopo che mi avrai contattata, per telefono o tramite Skype, potremo fissare un primo appuntamento, online o di persona, se non abiti troppo lontano.

Mi spiegherai a grandi linee la storia che vuoi narrare, se intendi farlo per te stesso, per i tuoi familiari o amici, per la tua attività, o se desideri pubblicarlo in self-publishing.

Sono differenze importanti, perché diverso sarà l’impegno richiesto: la scrittura si rivolge sempre a qualcuno, che sia l’autore o un pubblico più vasto, e va calibrata sul tipo di lettore cui è destinata.

Se hai in mente un progetto che spieghi ai tuoi clienti di cosa ti occupi avrai bisogno di un linguaggio chiaro e ricco di termini tecnici, che li introduca nel tuo mondo e li “agganci”; se vuoi destinare la tua storia ai tuoi familiari o ai tuoi amici, le tue parole dovranno essere le più adatte a comunicare con loro, con un linguaggio da essi riconoscibile. Se desideri la pubblicazione, vuol dire che hai in mente una platea di potenziali lettori più vasta e il linguaggio dovrà essere quello più indicato per il genere di storia che hai in mente di narrare.

Un’altra cosa importante è il tempo in cui intendi portare a termine il lavoro, dovrai dirmi se c’è una scadenza entro cui terminare.

Queste informazioni mi sono necessarie per calcolare l’impegno occorrente per terminare il lavoro e per darti un’idea di massima sui costi dell’operazione.

Già, il costo. Il mio lavoro, perché di lavoro si tratta, ha un prezzo.

Non ho un tariffario, non posso dirti cosa ti costerà una “cartella” perché il prezzo dipende dal tipo di storia da raccontare, da quanto dovrò documentarmi, dal tempo necessario a scrivere.

Posso però, dopo che mi avrai illustrato a grandi linee la tua idea, dopo che ci saremo parlati, fornirti un preventivo.

Desidero rassicurarti su un aspetto importante: io sarò impegnata al rispetto della clausola di riservatezza, ogni cosa che tu mi dirai io non potrò in alcun modo divulgarla, e ci impegneremo in tal senso con un contratto, in cui saranno stabiliti i termini della cessione dei diritti letterari dell’opera che mi avrai commissionato e tutti gli altri aspetti della nostra collaborazione.

Altro aspetto importante è che potrai, a tua scelta, comparire come l’unico autore, e io resterò per sempre un “fantasma” che nemmeno la seduta spiritica più audace potrà spingere a rivelarsi! O potrò comparire come co-autore, o come l’unico autore, se sarai tu a non voler comparire.

Potresti desiderare, per esempio, che i fatti narrati vengano decontestualizzati per non consentire la tua identificazione, se la storia che vuoi narrare scotta, o se, per qualunque ragione, non desideri essere riconosciuto.

Ricorda però che non dovrai mai mentirmi, in caso desideri raccontarmi della tua vita o della vita di qualcuno che conosci: non intendo giudicare quello che mi rivelerai e non potrò rivelarlo a nessuno, ma la verità mi serve per non cadere in errore, per evitare che la tua storia possa essere utilizzata per danneggiarti o per danneggiare altre persone eventualmente coinvolte. In questo caso ti chiederò di cercare tutto quello che potrà aiutarci a narrare i fatti in questione. Finito il lavoro, ritornerà tutto nelle tue mani, non conserverò nulla.

La mia passata esperienza come avvocato mi rende particolarmente adatta al lavoro che faremo insieme, conosco quali siano i confini da non valicare per non incorrere in denunce. In questo percorso è importante potersi fidare di chi ci cammina accanto, e io e te ne faremo di strada, l’una accanto all’altro.

Le nostre vite non procedono parallele a quelle degli altri, non siamo “navi che si incrociano nella notte”; l’esistenza è un continuo incrocio, centinaia e centinaia di linee invisibili che si intersecano in continuazione, a volte senza sfiorarsi, a volte collidendo. Ecco perché è fondamentale sapere cosa e come scrivere, le nostre parole inevitabilmente toccheranno vite altrui, ed è importante farlo nella maniera più rispettosa possibile.

Non siamo monadi, ovvero quegli esseri in sé completi e perfetti, che, come ipotizza Gottfried Wilhelm Leibniz, “non hanno finestre, attraverso le quali qualcosa possa entrare o uscire”.

Le nostre esistenze sono invece incomplete, imperfette e permeabili. Non siamo autosufficienti, abbiamo bisogno gli uni degli altri e delle altre specie per sopravvivere; siamo imperfetti, perché la perfezione è di un solo Essere, e non di questo mondo, e siamo permeabili al mondo intorno a noi. Le cose ci toccano, ci feriscono, ci fanno gioire, ci cambiano.

Mettere per iscritto una storia comporta entrare anche nelle vite altrui, e bisogna farlo in punta di piedi, con estrema delicatezza. Del resto, se qualcuno camminasse sulle nostre vite, non vorremmo forse che lo facesse con il passo più leggero possibile, per non farci male?

Il medesimo riguardo lo dobbiamo alle vite che inevitabilmente andremo a toccare con le nostre parole.

Nella mia attività forense ho attraversato moltissime vite, molte delle quali sofferte, dolorose, piene di odio o rancore. Storie di donne e uomini delusi, oltraggiati, percorsi da uno spirito di vendetta o, in pochi, pochissimi casi, di giustizia.

Mi dirai della tua vita, della tua storia e insieme ne faremo un racconto, per te solo o per chi vorrai.

Proprio grazie alla mia passata esperienza professionale, mi sento di dirti che sono la persona più indicata a raccontare le tue vicende se sei incappato nelle maglie della giustizia, civile o penale.

Non sono in molti a coniugare una conoscenza giuridica, con un’esperienza maturata nelle aule dei tribunali, e la capacità di scrivere bene.

Conosco quel mondo, in cui è facile perdersi nei meandri dei codici e delle leggi, per averlo praticato e studiato. Non avrai bisogno di spiegarmelo ma soltanto di raccontarmi la tua esperienza, io saprò decodificarla.

Ultimamente, la professione del ghostwriter ha cominciato a diffondersi in maniera più incisiva anche in Italia; fino a qualche anno fa se ne sentiva parlare perlopiù nel mondo anglosassone.

Molti dei più famosi ghostwriter sono americani o inglesi.

Andrew Crofts è un ghostwriter inglese, probabilmente il più famoso e più pagato al mondo. Suoi libri più famosi, e a lui riconducibili, sono Vendute!, scritto con Zana Muhsen, edito da Mondadori, e The Change Agent, commissionatogli da un importante informatico inglese, James Martin. La maggior parte dei suoi lavori restano però un mistero, poiché a comparire in copertina è soltanto il nome del committente.

In un’intervista rilasciata a R.it nell’agosto del 2014 ad Antonello Guerrera ha risposto, alla domanda del giornalista su come trovasse l’ispirazione per scrivere un libro immaginato da un altro, che “Il ghostwriting è come il giornalismo. Solo in una versione più ampia. Hai una storia e la racconti come meglio credi. La cosa più importante per un ghostwriter è sopprimere i propri pensieri, sentimenti, opinioni. E guardare il mondo con gli occhi di un altro, ossia “l’autore” del libro. Punto“.

Cominciamo, allora? Io sono qui, che aspetto la tua storia.

 

“L’autobiografia parte dalla frammentarietà del ricordo per giungere a un percorso e dare un senso compiuto al tutto”