Ghostwriter, questo sconosciuto

Se sei qui, è perché avrai già sentito parlare del ghostwriter e hai un’idea di quello che può fare per te.

I ricordi sfumano, i contorni della memoria si sfilacciano sino a scomparire, le storie di cui vorremmo restasse una traccia perpetua perdono brillantezza, diventano via via più opache sino a non essere più visibili. E’ un peccato, perché molte esperienze potrebbero servire da esempio ad altri, o anche perché quelle esperienze sono il bene più prezioso che si possiede.

Come ha scritto di recente il giornalista Ferruccio De Bortoli nel suo “Poteri forti, o quasi”, edito da La nave di Teseo, 2017, “La memoria è una nebbiolina invisibile che toglie nitore ai contorni e deforma vigliaccamente il tempo. Pensiamo di dominarla anche quando ci sfugge. Ma è lei che domina noi. Se decide di lasciarci non ci avverte.”

Tramandare le proprie storie richiede però impegno, tanto, e la capacità di trasformare in parole scritte un’idea. Non tutti sono in grado di poterlo fare. Ed è per questo che esistono i ghostwriter.

C’è, nell’immaginario comune, l’idea del ghostwriter come uno scrittore che macina testi su testi per conto altrui, quello, per intenderci, che in gergo si definisce “negro”. Uno scrittore il cui nome e il cui lavoro sono entrambi destinati per sempre a restare nell’ombra, a non apparire mai perché le sue storie appartengono al nome più famoso che l’ha reclutato per scrivere, del tutto o in parte, al suo posto.

Il ghostwriter è anche questo, ma non soltanto.

Il ghostwriter è colui che può fare della tua storia la sua storia, renderla un romanzo, un giallo, una storia d’amore, quello che preferisci, e restituirtela come mai avresti potuto immaginare di poter fare.

La tua vita diventerà materia fra le sue mani, potrai vederla come in un film, guardarla con altri occhi, sentirtene spettatore e protagonista insieme, potrai piangere, e meravigliarti di quanto essa sia stata meravigliosa, e sorprendente anche.

Ci sono cose, nel nostro passato, che non abbiamo mai avuto il coraggio di svelare, cose che nemmeno sappiamo più guardare negli occhi, che pensiamo d’aver chiuso in un cassetto o sotterrato per sempre nei più profondi meandri della memoria. Esse però ci sono ancora, e muovono silenziose i nostri passi, guidano le nostre parole senza che ne siamo consapevoli.

Sono lì, in attesa. Fanno male, a volte; sono quell’oscuro senso di solitudine che ci accompagna come ombra, quell’inspiegabile oppressione che stira il nostro sorriso, che vela il nostro sguardo.

Può essere un torto subito, o un’ingiustizia di cui noi stessi siamo stati attori, una colpa di cui ci siamo macchiati, o un segreto di cui siamo depositari. Può trattarsi di un amore mai dimenticato ma che ci viene a trovare, nel buio delle notti più fonde, mentre un altro respiro ritma le ore sul cuscino accanto al nostro.

Come posso aiutarti? Raccogliendo la tua storia. Lavoreremo insieme, anche se non fisicamente vicini, grazie all’ausilio di Skype. Sarò discreta, rispetterò i tuoi tempi, procederemo di pari passo con le tue emozioni.

Dovremo darci un tempo, naturalmente, entro cui portare a termine il nostro progetto ma sarà un tempo che concorderemo tu e io.

Una volta terminato, la  tua storia sarà la storia più bella che tu abbia mai letto, quella che coloro ai quali decidi di destinarla non potranno dimenticare, quella che, magari, potrà riscrivere il tuo futuro. O il tuo passato, agli occhi di chi ti ama.

O di chi ti odia.

Ci sono vite pesanti, vite che si fa fatica a portarsi sulle spalle, vite delle quali ogni passo sembra pesare come piombo, che vorremmo non aver mai conosciuto ma che sono la nostra vita, dalla quale pare impossibile fuggire.

Ricorda, però, che la paura si può sconfiggere, ma non fuggendola. Essa si sconfigge in un solo modo, guardandola dritto negli occhi.

Io sarò quegli occhi, sarò lo strumento che ti permetterà di superarla e andare oltre.

Insieme riporteremo ordine, dove regnava il caos. Luce, dove regnava l’ombra.