Le Farfalle sotto l’Arco di Tito

Il lavoro di editing è uno dei più belli che io conosca, oltre a quello dello scrittore; ci si affianca all’autore e lo si tiene a braccetto, accompagnandolo, riga dopo riga, paragrafo dopo paragrafo, nel percorso a volte tortuoso, a volte lineare che porterà alla nascita di un testo. E’ un lavoro difficile, perché si deve intervenire su scritture altrui e cambiarle quando serve mantenendone però quelle connotazioni che le identificano come appartenenti all’ autore.

Come scrive Stephen King nel suo meraviglioso On Writing, “Una regola generale non menzionata esplicitamente in nessun’altra parte del libro: «L’editor ha sempre ragione». Se ne ricava il corollario che nessuno scrittore è tenuto ad accettarne per intero i consigli, e chi è senza peccato scagli la prima pietra. In altri termini, scrivere è umano, editare è divino. Chuck Verrill si è occupato di questo testo e in precedenza di parecchi miei romanzi. Come al solito, Chuck, sei stato divino. “

Uno dei parti letterari più divertenti cui ho avuto il piacere di partecipare è stato quello de Le farfalle sotto l’Arco di Tito, di Chiara Pesenti; una divertentissima incursione nel mondo di Cheddonna, la protagonista delle vicende narrate, che si barcamena fra le riunioni del M.A.M.A. (Movimento Anonimo Mamme Apprensive) e i tentativi di pubblicazione del suo improbabile libro di ricette, vera rivoluzione in campo culinario e nuova Bibbia della Cucina di sussistenza.

Leggerlo non vi renderà novelli Cracco ma potrà risolvere tantissime cene noiosette. A suon di risate, e magari gustando un bel Filet mignon. Ma non fatelo cucinare a Cheddonna, mi raccomando!